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L’arte della tessitura in Calabria ha origini antichissime; appartiene alla storia di ogni famiglia come il telaio, simbolo della pazienza e dell’operosità femminile.

Non c’era casa che non ne possedesse uno. Il telaio aveva una grande importanza non solo perché ha perpetuato le antiche tradizioni fino ai giorni nostri, ma anche perché costituiva un mezzo per raccontare e “dipanare storie”.

Già utilizzato dai Greci, il telaio svolgeva funzione di aggregazione; attorno ad esso si riunivano le giovani donne per sognare il futuro e le anziane per narrare preziose memorie.

La tessitura, in Calabria, inizia ad acquisire una dimensione di assoluto rilievo grazie all’introduzione sui nostri territori (intorno all’anno mille) del baco da seta, ad opera di alcuni monaci bizantini.

La scoperta della seta, invece, viene attribuita (secondo un’antica leggenda) all’imperatrice cinese Xi Ling-Shi.

Nel reggino, l’arte della seta conobbe una fase di splendore per l’operosità degli Ebrei, grazie alla quale la città ebbe un posto di rilievo nei traffici commerciali.

I tessuti serici prodotti a Reggio Calabria erano considerati tra i più pregiati.

L’allevamento del baco da seta e la produzione dei bozzoli ha rappresentato in passato una florida attività economica sia a livello industriale, per la produzione del filato, sia a livello familiare: le allevatrici acquistavano le uova del baco e le tenevano al caldo, aspettando che venissero fuori dal guscio. I neonati di baco venivano nutriti con foglie di gelso triturate, poi collocati nei cosiddetti “cannizzi” che erano dei graticci di canne. Qui il baco iniziava le sue fasi di crescita mangiando solo foglie di gelso, fino al momento in cui iniziava a costruire la sua “dimora”, producendo un filo di seta lungo fino ad un chilometro: il bozzolo.

La coltivazione del gelso impegnava quasi un terzo del territorio calabrese.

Oggi questa antica Arte rivive nel Museo demo-etno-antropologico della Seta e della Ruralità, situato a Ortì, dove si continuano a tessere nuove trame di Vita con un sottile e resistente filo di seta,  unendo passato e presente all’interno di un orizzonte di innovazione nella tradizione.

Artwork commare CLAUDIA MONTALTO

 

Dimensioni

21×30, 30×40, 50×70

Stampato in Calabria su Carta Fedrigoni Symbol Freelife Matt 300 gr | certificata FSC

Perché abbiamo scelto questa soluzione:

Qualità:

  • La carta Fedrigoni Symbol Freelife Matt è un prodotto di alta gamma, noto per la sua resistenza, la sua finitura opaca e la sua stampa eccellente.
  • La grammatura di 300 gr indica una carta robusta e resistente, adatta a prodotti di alta gamma.

Sostenibilità:

  • La carta Fedrigoni Symbol Freelife Matt è certificata FSC, il che significa che proviene da foreste gestite in modo responsabile.
  • La scelta di una carta riciclata al 40% riduce l’impatto ambientale del prodotto.

Territorialità:

  • La stampa in Calabria ci permette di supportare l’economia locale e di ridurre l’impronta di carbonio associata al trasporto.
  • Siamo orgogliosi di promuovere il nostro territorio e le sue eccellenze.

Per ridurre gli sprechi di carta, i nostri prodotti vengono stampati al momento del completamento dell’ordine.

Puoi trovare queste ed altre informazioni in questa pagina.

Tutti i formati in vendita sono compatibili con le principali cornici in commercio.

Consigliamo di utilizzare una cornice nera con passepartout, la stessa che è stata utilizzata per le foto prodotto.

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